Giuria

Chitarrista e compositore, Giorgio Mirto ha svolto e svolge un’intensa attività concertistica tra Europa, Russia, Cina, Giappone, Argentina, Stati Uniti, Africa ed ha realizzato svariate incisioni discografiche per Gendai Guitar, Moisycos Edizioni Musicali (Tokyo), Ed. Sinfonica, GuitArt, Brilliant Classics e Acustic Music.
Uno dei suoi ultimi CD pubblicato da Brilliant “Giorgio Mirto, Norwegian memories” (contenente sua musica per chitarra e orchestra d’archi) è stato quotato CD dell’anno dalla prestigiosa rivista American Record Guide.
Come autore è attivo su diversi fronti, dalla musica “assoluta” alla musica per il teatro e la danza, dalle colonne sonore alle collaborazioni nel mondo del pop.
Eterogeneità che trova le sue radici nei suoi anni di formazione.
Studente in Conservatorio da un lato e cofondatore di una rock band (i Perturbazione) tra i banchi del liceo, dall’altro, Mirto ha da sempre avuto e praticato un atteggiamento onnivoro nei confronti della fruizione e della produzione musicale.
E questo eclettismo si è poi riversato nella sua scrittura e gli ha, probabilmente, consentito di interfacciarsi con mondi estetici molto diversi fra loro e collaborare con artisti dai linguaggi più disparati.
Le sue opere sono pubblicate da Les Productions d’OZ, Ut Orpheus ed Edizioni Sinfonica.
Nel mondo del pop spicca la sua collaborazione con i Casino Royale con cui ha avuto l’opportunità di collaborare all’ultimo EP della band (POLARIS) nonchè all’album “Quarantine Scenario”.
E’ docente presso il Conservatorio “P. Mascagni” di Livorno.


I miei legami con l’archivio Toscanini risalgono ormai a più di vent’anni fa quando entrai in contatto con la realtà dell’ARCI per questioni culturali e, più specificatamente, musicali e al suo interno ebbi modo di sviluppare svariati progetti Il primo a parlarmi del “Toscanini” fu Enzo Lalli.
Questo archivio e tutta la storia di cui è portavoce costituiscono un bene comune unico in Italia ed è con enorme piacere che ho accettato di far parte del progetto “Risuona la resistenza” in quanto costituisce ulteriore possibilità di diffusione e conoscenza dell’archivio e delle sue musiche.
La musica è un’arte “viva”, muta nel tempo Sia la sua creazione che la sua fruizione e il proposito di questo progetto crea possibilità di rilettura e di nuova destinazione d’uso di un materiale che, nato circa 70 anni fa, oggi potrebbe continuare ad esistere attraverso il caleidoscopio della modernità.

Giorgio Mirto